domenica 14 dicembre 2014

Andate tutti al Diavolo!

Il Napoli è arrivato al big match contro il Milan con un po' di apprensione a causa dei tre pareggi consecutivi in campionato che hanno generato parecchio malumore nella tifoseria partenopea. Proprio per questo la squadra azzurra ha trascorso tutto il viaggio in treno che li ha condotti al capoluogo lombardo con l'agitazione di chi non poteva sbagliare anche la prova di San Siro. Sul convoglio il clima era teso e pare che a pochi chilometri dall'arrivo, quando si è sentito l'annuncio “Prossima fermata Milano Centrale”, Higuain abbia esclamato: “Oddio, che ansia siamo già arrivati alla stazione!” Poi Jorginho ha incalzato: “Non ce la faccio, sono troppo angosciato siamo in prossimità della stazione!” Insomma parecchi calciatori del Napoli hanno cominciato a patire la classica ansia da pre-stazione...
Per ciò che riguarda le formazioni, il Milan è sceso in campo con il falso nove e cioè con Menez messo in attacco anche se un attaccante vero proprio non è. Il Napoli invece ha risposto schierando il falso uno e cioè con Rafael messo in porta anche se un portiere vero proprio non è.
In effetti, bisogna ammettere che questa prima parte della stagione ha lasciato parecchi dubbi sul portiere brasiliano a causa soprattutto delle sue ripetute uscite a vuoto. C'è da dire però che in mezzo ai fiumi di critiche ricevute, c'è stata anche una buona notizia per il numero uno azzurro in quanto dopo tutte queste uscite allegre, è riuscito a rimediare anche un'uscita galante con una donna bellissima. Si dice infatti che dopo una serata romantica trascorsa insieme tra drink, ristoranti e paroline dolci, per arrivare finalmente al dunque, Rafael le abbia sussurrato languidamente all'orecchio: “Cara, vuoi venire su da me a vedere la mia collezione di farfalle?” Ebbene, se Rafael le ha mostrato tutte quelle che ha acchiappato ogni volta che è uscito dalla porta del Napoli quest'anno i due avranno avuto di certo una serata parecchio intensa!
Ma ritorniamo alle note dolenti della partita. Per lo scontro diretto per il terzo posto, Benitez ha lasciato in panchina Hamsik, il quale ha dato al gioco del Napoli lo stesso apporto di quando è stato schierato in campo: assente!
Il Napoli ha cominciato la gara con un ritmo di gioco blando e apatico con i giocatori che sono apparsi sin dal primo minuto poco inclini a correre. Evidentemente la spiegazione è riconducibile al fatto che i giocatori azzurri per onorare il monumento più importante di Milano hanno disputato la partita andando a passo Duomo.
Il Milan ha così bistrattato gli uomini di Benitez, imponendosi col risultato di 2-0. La difesa napoletana con Albiol e Koulibaly ha palesato ancora una volta tutto il suo imbarazzo, facendosi penetrare così facilmente e con una tale frequenza che nemmeno la Cicciolina dei tempi d'oro era riuscita a fare tanto.
Intanto, ad osservare l'atteggiamento impalpabile del gruppo azzurro, viene da pensare che qualcosa davvero si sia rotto. E per capire con esattezza cosa si sia rotto, chiedete pure ai tifosi del Napoli, mestamente spazientiti di assistere a tali scempi.
Sta di fatto che dopo quest'ennesima prestazione deludente contro il Milan verrebbe proprio la voglia di mandare tutti al Diavolo!
Infine concluderei con una notizia di calciomercato con un intreccio che ha percorso proprio l'asse tra Napoli e Milan. Infatti, è uscita fuori l'indiscrezione che il prossimo attaccante che gli azzurri ingaggeranno sarà Torres. A questo punto c'è solo però da capire se sarà del Grec o Annunziat. Ad ogni modo occorre fare un plauso a De Laurentiis che sta finalmente mantenendo la promessa di costruire una squadra fatta di napoletani. Tanto è vero che se l'operazione andasse in porto il Napoli si ritroverebbe con un attacco tutto partenopeo con Fernand 'o Torres e Lorenz 'o Frattes.


Diodato De Martino

domenica 7 dicembre 2014

Nel Primo T...Empoli subisce e nel Secondo T...Empoli ferisce

Nelle dichiarazioni di presentazione della partita, Benitez aveva preannunciato per il lunch match dell'ora di pranzo contro l'Empoli un Napoli affamato di vittoria e con la voglia di mangiarsi in un sol boccone l'avversario.
Dopo mezzora di gioco si è però subito capito che l'allenatore si riferiva evidentemente alla fame che tenevano i giocatori a causa dello stomaco vuoto dovuto all'insolito orario della partita. Difatti, ha rischiato parecchio l'attaccante empolese Maccarone che più di una volta è stato avvicinato da Maggio che con l'acquolina alla bocca gli ha detto: “E dai, simpaticone, fatti dare un morsettino. Voglio solo vedere se sei al dente!”
La prima frazione di gioco è stata tutta di marca empolese con il predominio del suo centrocampo che ha avuto in Verdi un compositore straordinario che ha dato il “La” a tanti armonici attacchi.
Tant'è vero che proprio il trequartista toscano ha portato in vantaggio gli ospiti con un gol che per i tifosi del Napoli è stato una vera e propria botta ricevuta tra capo e collo. In pratica il pubblico ha assistito attonito a ciò che tutto il Mondo conosce come “La tranvata di Verdi”
Il Napoli per tutto il primo tempo ha poi provato inutilmente ad attaccare con tiri da lontano, mentre l'Empoli si è fatta continuamente pericolosa con tiri da Vecino.
La squadra ospite ha spesso fatto ricorso anche al lancio lungo nell'impostazione delle ripartenze dove tra i più abili nel gioco aereo c'è stato di certo il centrocampista Croce. Il problema è stato che l'arbitro puntualmente ogni volta che colpiva di testa Croce per deformazione professionale lanciava in aria la monetina.
Nella ripresa la compagine empolese ha accarezzato ancor di più il sogno del colpaccio esterno dopo il gol del raddoppio di Rugani.
A quel punto, sembrava davvero che l'Empoli potesse centrare il bottino pieno al San Paolo, quando però Zapata e De Guzman con due tiri hanno fatto andare in fumo i toscani...(e le loro velleità di successo), fissando il risultato finale in un comunque deludente 2-2.
A fine gara, Massimo Maccarone si è avvicinato al portiere azzurro Rafael, ancora una volta contestato dal pubblico per i continui errori commessi, chiedendogli di scambiarsi la maglia. Pare che l'attaccante dell'Empoli abbia detto a Rafael: “Prendi la mia maglia, te la sei meritata. Dopo tutti questi gol che stai prendendo, tra me e te il maccarone sei sicuramente più tu”
Intanto nella conferenza del post gara, Benitez ha provato ancora una volta ad imbonire i giornalisti con astruse congetture atte a salvare un progetto tecnico che ormai ha assunto la stessa dinamica di una biglia poggiata su un piano inclinato.
Non dimentichiamoci che quello contro l'Empoli – ha esordito il tecnico – è il nostro undicesimo risultato utile consecutivo!”
Bè, qualcuno dovrebbe spiegare a Benitez che se una squadra in un campionato fa 38 pareggi di fila, pur collezionando 38 risultati utili consecutivi, fa 38 punti e retrocede in serie B.
Qualche giornalista ha poi risollevato il concetto che l'allenatore aveva espresso alla vigilia, chiedendogli come mai l'Empoli seppur con un fatturato notevolmente più basso rispetto a quello del Napoli avesse messo sotto gli azzurri nella prestazione.
Al che Benitez con le spalle al muro si è giocato il jolly socioeconomico: “Non è vero che l'Empoli ha un fatturato inferiore al nostro. La verità è che loro fanno più nero...”
Insomma, in conclusione bisogna dire a gran voce che i tifosi partenopei non meritano delle prestazioni così impalpabili. Basti pensare che per la gara contro l'Empoli, dopo i due passi falsi contro Cagliari e Sampdoria, il San Paolo si è presentato ugualmente affollato e vicino alla squadra. Tutto ciò ha dimostrato che il Napoli di quest'anno per i suoi tifosi è come il caffè e la sigaretta: crea dipendenza e alla fine ha un tremendo effetto lassativo.
L'ultima notizia è infine sul calciomercato dove per la gara di Fuorigrotta, il Napoli ha osservato da vicino proprio il trequartista dell'Empoli Verdi come possibile futuro acquisto. Difatti, la dirigenza partenopea ha intenzione di adeguarsi tempestivamente alle nuove norme che esigono un numero maggiore di calciatori italiani in organico. Per l'anno prossimo, infatti, pare che il Napoli proprio per avere più italiani in rosa voglia rivoluzionare completamente il suo reparto offensivo, acquistando come trequartista per l'appunto Simone Verdi e in avanti Rolando Bianchi dall'Atalanta e Giuseppe Rossi dalla Fiorentina. Insomma ci sarebbe quindi un tridente composto da Verdi, Bianchi e Rossi che più italiano di così davvero non si può...


Diodato De Martino

lunedì 1 dicembre 2014

Tra Benitez e Mihajlovic il pareggio è Sinisa pero sin pausa

Classifica alla mano, il posticipo di Marassi si è presentato come uno scontro diretto per l'accesso alla zona Champion's con la Sampdoria che a sorpresa dall'inizio della stagione sta facendo le fusa al terzo posto. Tant'è vero che contro i partenopei per fare un decisivo balzo felino in avanti ha schierato sia il gatto Soriano che il gatto Silvestre. In realtà anche il Napoli aveva la possibilità di fare in classifica un balzo felino schierando Michu, ma l'attaccante spagnolo acquistato in estate più che le fusa, si è fuso già da tempo.
Samp-Napoli è stata la sfida del monday night che in maniera abbastanza desueta e poco apprezzata dai tifosi si è disputata di lunedì sera quando la domenica calcistica è già abbondantemente tramontata. L'unico entusiasta del monday night è stato Benitez che a fine gara ha commentato: “Sono felice di aver giocato di lunedì sera così almeno per una volta non ho sentito Enrico Fedele farmi una chiavica in tv al Bello del Calcio”
Il posticipo del Ferraris ha dato, inoltre, la possibilità a Benitez di ritrovare dopo l'infortunio alla testa Dries Mertens, inserendolo nella ripresa sulla fascia mancina dell'attacco. Seppur bisogna ammettere che per il tecnico azzurro l'interprete ideale per quel ruolo sarebbe stato il lungodegente Insigne sia per il suo senso di sacrificio nella fase difensiva e sia per la sua disciplina tattica in campo. In sostanza, Benitez avrebbe tanto voluto che Mertens fosse stato a tutti gli effetti Insigne. Ma come fare?
La trovata geniale è arrivata qualche giorno prima, in una sonnacchiosa serata di novembre trascorsa davanti alla tv, quando le inquietanti immagini di Belgio – Galles avevano proposto l'attaccante belga accasciato al suolo e in stato confusionale. L'idea folgorante del tecnico fu subito chiara: Dopo lo shock ricevuto bisognava far credere a Mertens di essere Lorenzo Insigne. Arrivato così a Castelvolturno, ancora in preda a vertigini e perdita di orientamento, il belga è stato accolto da Benitez che correndogli incontro gli ha detto: “Uèèè Lorè comm staje! Cu chella botta n'gapa ci hai fatt' cacà sott' dalla paura!”
E Mertens: “Mister ma come parla, io non la capisco. E poi io sono Dries, non Lorenzo”
Uè uè! Sei ancora confuso Lorè. Mannaggia a' capa toja! - ha continuato nella sua pantomima lo spagnolo – Fidati del tuo allenatore, se ti dico che sei Lorenzo, sei Lorenzo! Adesso però vieni con me che ti devo spiegare come devi difendere dalle avanzate di Eder contro la Sampdoria.”
Insomma per convincere appieno Mertens di essere Insigne, Benitez in poco più di una settimana gli ha fatto prendere la residenza a Frattamaggiore, gli ha fatto fare un tatuaggio di Mario Merola sul polpaccio, gli ha comprato tutti i dischi falsi di Gigi D'Alessio e soprattutto gli ha fatto provare in allenamento i tiri a giro sul secondo palo che non dovevano però mai centrare la porta, ma bensì la bandierina del calcio d'angolo come il buon Insigne sapeva fare con tanta precisione.
Solo dopo aver terminato l'accurato lavaggio di cervello, Mertens è stato finalmente pronto per fare il suo ritorno in campo, svolgendo tutte le mansioni tattiche gradite da Benitez.
Per quanto concerne la cronaca del match, è stata deludente la prima frazione del Napoli che ha giocato per tutto il tempo davvero male. D'altronde erano state chiare le previsioni meteorologiche che avevano allertato sulla possibilità di un “maltempo”.
La ripresa è iniziata invece con tutt'altri ritmi, con Mihajlovic che se l'è presa parecchio con i suoi attaccanti perchè nonostante una certa supremazia di gioco hanno palesato un po' di paura nel provare la conclusione. In particolare l'allenatore serbo ha più volte ripreso Okaka perchè considerato troppo timoroso sotto rete. L'attaccante blucerchiato ha avuto infatti così tanta paura di tirare in porta che il tecnico lo ha chiamato più volte “Okakasotto”.
La Samp è poi passata in vantaggio con un gol di Eder che ha fatto gioire i tifosi doriani facendoli salire sulla giostra della felicità, tanto che sembrava di essere all'Ederlandia.
A quel punto il Napoli ha cominciato finalmente a giocare e ha trovato il pareggio in extremis con una Zapata vincente di Duvan.
Lo score conclusivo è stato un insipido pareggio che ha regalato agli azzurri un piccolo punticino che ha mosso lentamente la classifica. Per Benitez il pareggio contro Mihajlovic è stato così Sinisa pero sin pausa.
Occorre infine sottolineare che il risultato finale è stato indovinato alla vigilia da un doppio ex della gara con trascorsi sia con la casacca azzurra che con quella doriana. Si tratta di Fausto Pari che per questo incrocio d'amarcord aveva previsto che Sampdoria e Napoli si sarebbero divise la posta in palio. In verità c'è da ammettere che le previsioni dell'ex mediano non sono però sempre molto attendibili in quanto sistematicamente ogni volta che gli viene chiesto un pronostico, Fausto dice sempre Pari.

Diodato De Martino



domenica 23 novembre 2014

Il Napoli balbetta e inca...Cagliari al San Paolo

Dopo la sosta per le Nazionali, i tifosi napoletani si stavano apprestando a riaccogliere l'amata squadra azzurra al San Paolo per la sfida contro il Cagliari, quando l'intera piazza partenopea è stata folgorata dal clamore di una notizia dell'ultim'ora: il Napoli comprato dai cinesi con Simeone sulla panchina, Messi come primo acquisto... Barack Obama al posto di Koulibaly e Bill Gates in attacco per andare più facilmente in rete. In effetti occorre ammettere che è stata proprio un notizia dell'ultim'ora... ma di libertà del giornalista che l'ha pubblicata prima di essere rinchiuso per sempre in una clinica psichiatrica.
Torniamo quindi ai fatti reali, sottolineando che in casa azzurra il tecnico Benitez sta gestendo con difficoltà l'evidente problema della mancanza di uomini arruolabili sulla fascia. Difatti, con gli infortuni contemporanei di Zuniga, Insigne, Mertens e con Ghoulam ormai prossimo partente per la coppa d'Africa, a sinistra il Napoli sta perdendo così tanti pezzi che nemmeno il Partito Democratico era riuscito a fare tanto negli ultimi anni.
E così, manco a dirlo, è impazzato irrefrenabile il calciomercato con un interminabile toto-nomi per individuare l'esterno sinistro che il Napoli dovrebbe acquistare a Gennaio. Giornalisti e opinionisti hanno così stilato ognuno una piccolissima lista di nomi papabili per il mercato azzurro. In poco più di una settimana, infatti, hanno elencato come possibili nuovi arrivi tutti i calciatori dell'almanacco Panini dal 1958 ad oggi. Terminati i quali hanno cominciato a citare i giocatori di rugby, di ping pong e quelli della Nazionale Cantanti. Tanto è vero che nelle ultime ore sembra che i due nomi più caldi per l'esterno d'attacco siano da scegliere in uno tra Martin Castrogiovanni e Niccolò Fabi.
Intanto, però, è arrivato il Cagliari al San Paolo e Benitez ha dovuto far fronte alla complicata emergenza sull'out mancino con gli uomini rimasti a disposizione. In allenamento le ha provate tutte, schierando sulla fascia prima De Guzman, poi Hamsik, poi Ghoulam, poi Mesto, fino a provare addirittura il terzo portiere Colombo perchè pensava fosse bravo sulle ali.
Al netto dei problemi di formazione, però, c'è da dire che a Fuorigrotta si è assistito ad un match spettacolare, con a confronto due moduli tattici spregiudicati diretti da due tecnici come Benitez e Zeman che hanno sempre fatto del gioco d'attacco il loro dogma calcistico. Due allenatori che sicuramente se fossero stati al governo non avrebbero mai potuto ricoprire la carica di Ministro delle difesa.
Pensate che Napoli e Cagliari in campo sono stati talmente votati all'offesa che la gara si è conclusa con 8 querele per diffamazione, 6 denunce per calunnia e oltraggio e 14 risse con spintoni e percosse.
Il Cagliari si è presentato al San Paolo con una difesa talmente alta che Zeman ha schierato come marcatori i Watussi, gli altissimi negri.
Come era quindi facilmente prevedibile, la partita è terminata con un risultato ricco di gol: 3-3. Gli azzurri hanno ancora una volta palesato imbarazzo nel reparto difensivo che ha patito l'attacco sardo che con Ibarbo, Farias e Cossu ha segnato a più non possu.
Dalla panchina Benitez, assistendo ai reiterati svarioni di Henrique contro gli attaccanti cagliaritani, ha continuato invano a gridargli: “Henrique devi chiudere! Henrique devi chiudere! Henrique devi chiudere...col calcio! E' arrivato il momento di darti al golf!”
Anche a centrocampo la squadra partenopea ha palesato i suoi atavici limiti tecnici. Nonostante il gol, pessima è stata la prova di Inler che ancora una volta si è limitato ad appoggiare la palla al compagno vicino, non effettuando mai un passaggio in profondità o un lancio filtrante. Ormai lo svizzero è stato ribattezzato il “Cruciverba incompiuto” visto che fa tutti gli orizzontali e mai un verticale.
Dell'altra pedina della coppia di mediani schierata da Benitez ne conosciamo poi benissimo le peculiarità. Ovviamente sto parlando di colui che finisce per ano e quando si sforza ad impostare la manovra fa decisamente cagare. Potrebbe sembrare l'intestino retto, ma in realtà mi sto riferendo a Gargano.
Insomma per il Napoli si è paventata l'ennesima occasione persa per tenere il passo della due apripista, Juve e Roma, che guidano incontrastate la classifica.
Contro gli uomini di Zeman ci si attendeva infatti una vittoria fluida e netta ed invece il Napoli con un rocambolesco 3-3 balbetta nella prestazione e alla fine inca...Cagliari mestamente davanti ai suoi tifosi.


Diodato De Martino

domenica 16 novembre 2014

Donne e buoi dei calciatori tuoi

Le donne: queste soavi figure che il Creatore ci ha donato. Donne tanto diverse tra loro per fisico, intelletto ed attitudini. Ci sono donne intelligenti che fanno soldi pensando di mettere insieme mandarini e aranci e fare così i mandaranci.
Poi ci sono donne altrettanto intelligenti che decidono invece di mettere insieme pompelmi e pini e fanno ancor più soldi che con i mandaranci.
Ma le donne che voglio raccontarvi in questo pezzo sono quelle dei calciatori. Donne che per un tempo più o meno breve diventano amanti, fidanzate e mogli degli atleti più famosi al mondo, che spesso sono abili a rubare i loro cuori e avvolte anche qualche euro dal conto corrente.
Ma andiamo ora a rivelare alcune vicende d'amore dei big della nostra Serie A.
Una storia finita male è capitata a Leonardo Bonucci che è stato lasciato dalla fidanzata di origini cinesi. Il difensore della Juve si è a lungo sfogato col compagno di squadra Chiellini sui motivi che hanno portato la bella orientale alla scelta della rottura.
Giorgio, ne sono convinto, - ha ammesso Bonucci – la cinese mi ha lasciato perchè sono troppo intelligente!”
Ma come fai ad essere sicuro di questa cosa?” ha domandato Chiellini.
Me lo ha detto lei. L'ultima volta che siamo stati insieme continuava a ripetermi: 'tloppo colto, tloppo colto, tloppo colto.' E poi mi ha lasciato!”
In effetti si vocifera nell'ambiente juventino che lo stantuffo della retroguardia bianconera consideri il 32 non solo come il numero degli scudetti rivendicati sul campo ma anche la chimera di un sogno in centimetri che cozza con una realtà assai più ridotta. Tanto è vero che Bonucci pare che abbia fatto anche domanda alla Rai per partecipare ad “Affari tuoi” così da poter chiedere al notaio di cambiare il pacco...
C'è da ammettere, inoltre, che una particolare categoria di donne che nel mondo del calcio spesso ruota attorno ai calciatori è quella di bassa fama ecclesiastica. In altre parole si può dire che in parecchi casi le compagne dei giocaTori siano a tutti gli effetti delle giocaVacche.
Come ad esempio la prorompente Wanda Nara, compagna del centravanti dell'Inter Icardi, etichettata come una vera e propria divoratrice di uomini. A riguardo, occorre svelare un retroscena sul loro primo incontro. In un pomeriggio di novembre a Milano, Icardi era appena uscito tutto sudato dalla ferramenta “La sveltina – Chiavi in 5 minuti” e mentre camminava per strada, vide Wanda accasciata a terra, priva di sensi, che veniva soccorsa dall'allora marito Maxi Lopez che le stava praticando un massaggio cardiaco per farla riprendere. Al che Icardi, in apprensione per l'accaduto, si avvicinò a Lopez e gli chiese: “Batte?”
Si, ma aspetta almeno che si riprenda...” replicò stizzito Maxi Lopez.
Sta di fatto che in molti casi, i calciatori di fronte a queste donne così avvenenti patiscano l'ansia da prestazione e vengano puntualmente sorpresi in contropiede, abbassando il ritmo del gioco e non portando a casa il risultato.
E' quello che ad esempio è accaduto all'attaccate del Milan Stephan El Shaarawy che in un momento di intimità con la sua compagna ha provato più volte a penetrare nell'area di rigore e dopo aver fatto cilecca sotto porta sia nel primo che nel secondo tempo, finalmente agli sgoccioli dei tempi supplementari è riuscito a rialzare la cresta e mettere la palla in rete. Si racconta che dopo il faticato quanto ormai insperato successo tra le mura amiche, la fidanzata di El Shaarawy anziché accendersi una sigaretta abbia accesso un cero di ringraziamento alla Madunina de Milan.
Nel mondo del calcio, però, oltre ai brevi ed effimeri rapporti ci sono anche coppie storiche che da anni vivono insieme e che fisiologicamente subiscono i naturali alti e bassi tipici di un legame consolidato. E' il caso ad esempio di Francesco di Totti e Ilary Blasi. Ultimamente pare che la coppia sia un po' in crisi per il fatto che Ilary imputi al Pupone de Roma di non saperle dimostrare i suoi sentimenti. Sabato scorso, mentre i due erano in cucina a preparare la cena, Totti si è rivolto alla moglie dicendole con sincerità: “Ilary, so amare...”
E lei: “Francè non ti credo, dimostramelo”
Vabbè, allora assaggia ste olive e dimme se non so amare...” ha replicato Totti.
Ed infine veniamo in casa Napoli dove qualche problema amoroso pare ce l'abbia anche il Pipita Higuain che non riesce a soddisfare la compagna allo stesso modo di come fa godere i tifosi azzurri dopo i suoi goal. Infatti si dice che nell'ultimo incontro di copula che ha avuto con la sua fidanzata, lei si sia rivolta al Pipita urlandogli vogliosa: “Si, dai. Fammi sentire che sei il mio stallone!”
E Higuain: “Adrianaaaaaaaaaa!”



Diodato De Martino

domenica 9 novembre 2014

Il Napoli fa le scarpe ai Della Valle

La Fiorentina è arrivata alla difficile partita contro il Napoli con una serie di risultati negativi alle spalle che hanno parecchio destabilizzato l'ambiente viola che come non mai era assai “aggigliato”. Tant'è vero che Montella per risollevare la squadra dalla crisi ha chiesto al gruppo coesione ed unione di intenti. Evidentemente però i giocatori non l'hanno compreso proprio bene. Sta di fatto che per provare a vincere contro il Napoli, Borja Valero si è fatto fare il passaporto colombiano, Pizarro si è pittato la faccia di nero e Aquilani si è presentato con tutte treccine in testa. Quando Montella li ha visti in quello stato ha commentato avvilito: “Ho detto che per uscire dalla crisi dobbiamo tutti fare quadrato. Non Cuadrado!!!”
Per quanto riguarda il Napoli, invece, la trasferta di Firenze è stata una ghiotta opportunità per la truppa azzurra per visitare la bellezza storica e monumentale del capoluogo toscano. In particolare, il più smanioso di inoltrarsi tra le bellezze culturali fiorentine è stato Rafa Benitez che ha chiesto delle dritte a Christian Maggio su cosa poter visitare. L'esterno azzurro non a caso è tra i più esperti nell'ambito di monumenti e patrimoni artistici. Famosissimo in tutta Italia è infatti il “Maggio dei monumenti” che ha prontamente suggerito al mister il giusto itinerario turistico nella città del Giglio.
Innanzitutto bisogna vedere il campanile di Giotto!” ha consigliato Maggio.
E Benitez: “Va bene. E cosa c'è dopo il campanile di Giotto?”
Penso il campanile di giannove” ha replicato l'azzurro esaurendo precocemente tutte le sue conoscenze sui monumenti fiorentini.
Per ciò che concerne la partita, il Napoli ha surclassato la Fiorentina sia nel gioco che nelle occasioni da rete. La supremazia partenopea si è concretizzata nella ripresa quando il solito Higuain ha sbloccato il match rompendo gli equilibri. Il Pipita con un gran gol “viola” lo stadio viola. Risultato definitivo a referto: 0-1.
Gli azzurri così espugnano il Franchi con un gran bel babà servito dalla premiata pasticceria partenopea. La Fiorentina dal canto suo ha pagato caramente questo babà ricevuto, tanto che anche sulla maglietta di un giocatore viola c'era scritto “Baba car”
Lo scontro tra Napoli e Fiorentina è stato anche l'incrocio di due grandi patron come De Laurentiis e Della Valle che hanno portato nel calcio il retaggio dei loro core business e cioè il cinema e le calzature. Per la gara tra Fiorentina e Napoli però i loro destini sono apparsi sensibilmente ribaltati in quanto se Della Valle sognava per i suoi di conquistare una vittoria da oscar, alla fine è stato il Napoli di De Laurentiis a fargli le scarpe.
Nella conferenza del post-partita, Benitez, soddisfatto per lo stato di forma della sua squadra, ha espresso metaforicamente il momento del Napoli attraverso uno dei suoi ormai noti proverbi spagnoli che di sovente propina con simpatia alla stampa. Nella fattispecie ha identificato il Napoli in un nuotatore che trovandosi in mezzo al mare deve trovare tutte le forze per arrivare vivo alla spiaggia. Non c'è che dire il concetto è chiaro e calzante, ma vorrei dire a Benitez che questo modo di dire può andare bene in Spagna dove ci sono spiagge come le Canarie o la Costa Brava, ma a Napoli no! Voglio pure ammettere che questo povero nuotatore riesce dopo tanti sforzi ad arrivare vivo sulla spiaggia, ma se tiene la sfortuna di capitare sul lido Mappatella morirebbe nel giro di poco tempo di epatite, scabbia o peste bubbonica. Purtroppo Benitez non sa che sulle spiagge di Napoli a causa di inquinamento, virus e batteri, i venditori ambulanti ormai non vendono più il cocco, ma vanno girando per gli ombrelloni gridando: “Streptococco bello! Streptococco fresco!”

Diodato De Martino


sabato 1 novembre 2014

Alla Roma capolista golletto e scherzetto

Il Napoli è arrivato alla sfida con la Roma dopo il deludente pareggio di Bergamo contro l'Atalanta che ha visto sfumare la possibilità per gli azzurri di avvicinarsi concretamente ai giallorossi in classifica.
Purtroppo i tifosi partenopei hanno dovuto superare la delusione per la mancata vittoria contro l'Atalanta mettendoci una pietra sopra. In effetti, dalla partita col Bilbao ad oggi i tifosi ci stanno mettendo talmente tante pietre sopra che a Napoli si sta per formare una nuova catena montuosa più alta del Vesuvio.
L'unica occasione di riscatto era così battere la capolista nel derby del sole. A sorpresa però al San Paolo si è presentata una Roma coperta. Probabilmente per fare da corredo al cuscino di Benitez che anche per questo big match ha dato i suoi utili consigli per le scelte di formazione. In casa Napoli ogni calciatore in rosa ci teneva a partire titolare. In particolare, voleva giocare a tutti i costi Insigne che per l'intera settimana ha pressato forsennatamente Benitez chiedendogli di continuo: “Gioco con la Roma? Gioco con la Roma? Gioco con la Roma?”
Al che Benitez infastidito da tanto assillo gli ha risposto: “Lorenzo, se me lo chiedi un'altra volta ti sparo in fronte!”
E Insigne: “Mister, ma avete una pistola?”
Certo che no” ha replicato il tecnico
Perfetto. Gioco con la Roma? Gioco con la Roma? Gioco con la Roma?” ha continuato Insigne fino all'annuncio delle formazioni ufficiali.
La partita è iniziata col Napoli che ha imposto il suo gioco nei confronti dei giallorossi, i quali hanno immediatamente intuito in che guaio si stavano per cacciare. Difatti, per la Roma Hi guai n...cominciano dopo appena 3 minuti quando il Pipita ha messo a segno un gol eccezionale in acrobazia.
Gli azzurri a differenza delle ultime apparizioni sono riusciti poi a non subire gol grazie anche alla prestazione di un Koulibaly che probabilmente influenzato dalla notte di Halloween in difesa è stato un mostro.
In realtà, occorre dire che la gara contro i capitolini ha dimostrato che i partenopei per non prendere gol dovrebbero affidarsi al pubblico sugli spalti dello stadio. In particolare affidarsi al settore della tribuna. Più nel dettaglio alla tribuna autorità. Ancor più nello specifico alla fila 25 e al posto 25. In pratica dove era seduto Pepe Reina ad assistere alla gara. Qualcuno avrebbe dovuto infatti dargli la sua maglietta e metterlo di nuovo al posto che gli compete di diritto, e cioè tra i pali della porta del Napoli. Solo così avremmo risolto definitivamente il problema dei gol subiti.
La Roma dal canto suo ha palesato un po' di confusione in campo dove Garcia non è riuscito ad impartire ai suoi uomini il giusto ritmo di gara. Infatti continuava a urlare dalla panchina: “Vai Pjanic ma con Iturbe! Parti con Iturbe, poi vai Pjanic! Corri Pjanic, metti Iturbe...”
Nel secondo tempo, il tecnico giallorosso ha capito che occorreva un po' di creatività alla sua Roma e così ha fatto un cambio puntando sull'attaccante D'estro. Ma i risultati sono stati tutt'altro che geniali.
Bisogna ammetterlo, Garcia le ha provate proprio tutte per evitare la sconfitta. Vista la giornata ha cercato pure di affidarsi alla protezione De Sanctis. Ma nemmeno da lassù hanno potuto fare nulla contro un Napoli straripante che a cinque minuti dalla fine ha raddoppiato con Callejon, firmando sul tabellino il definitivo 2-0.
La Roma così nel giorno della commemorazione dei defunti è stata atterrata al San Paolo. Ne danno il gaudio annuncio i 35 mila tifosi in festa.
I giallorossi sono stati nettamente sconfitti e sono usciti mestamente dal campo come l'Aretino Pietro con una Manolas avanti ed una Manolas indietro.
Appena finita la gara, il centrocampista Keita per il giorno del 2 Novembre è subito partito per recarsi in patria per andare a trovare i suoi parenti defunti e quelli ancora in vita. Il giocatore della Roma in pratica è andato a trovare i Keita morti e i Keita vivi.
E con ogni probabilità gli stessi parenti del calciatore giallorosso staranno in questo momento riecheggiando con forza in parecchie case della Capitale dopo questa netta ed umiliante sconfitta della loro Roma al San Paolo.


Diodato De Martino

domenica 26 ottobre 2014

Al San Paolo ritorna il VeroNa...poli

Gli azzurri hanno fatto il loro ritorno a Fuorigrotta per la gara casalinga contro il Verona in un clima teso, con i tifosi stanchi e delusi a causa delle continue battute d'arresto subite.
Anche in Europa Leauge, infatti, si è perso ancora una volta a causa dell'atavico problema della squadra di Benitez: i troppi gol subiti. L'unica differenza è stata che se fino ad ora la difesa del Napoli aveva fatto acqua da tutte le parti, a Berna invece ha fatto latte da tutte le parti.
La questione dei gol incassati è ormai ancestrale in casa Napoli, diventando così oggetto di discussione nei salotti televisivi. La folta schiera di opinionisti ha identificato la medesima causa al problema difensivo, e cioè un atteggiamento tattico della squadra troppo sbilanciato e con poco equilibrio. In altre parole tutti hanno convenuto che il Napoli ha preso tanti gol per un problema di baricentro. A questo punto mi sono chiesto: Ma che problemi tengono nel cuore del capoluogo pugliese che stanno facendo prendere tutti questi gol al Napoli? Mi appello anche a qualche cittadino barese che magari ci può aiutare: Per favore fateci sapere qual è sto' problema che avete che non ne possiamo più!
Intanto De Laurentiis, stufo di questo cammino balbettante dei suoi, in settimana è piombato a Castelvolturno e ha minacciato il tecnico, dandogli un perentorio ultimatum: “Rafa, se non vinci col Verona niente mozzarella di bufala per un mese!” D'altronde questo era l'unico modo che aveva per dare una scossa a Benitez. Anche perchè di licenziarlo e pagargli lo stipendio fino alla fine dell'anno non se ne parlava proprio.
L'opportunità di riscatto per gli azzurri si è chiamata così Hellas Verona che è giunta al San Paolo circondata dalla consueta avversa ospitalità. A riguardo, l'allenatore degli scaligeri si è fortemente lamentato per la poco cordiale accoglienza ricevuta. Ma cosa si aspettava? Che i napoletani dopo gli innumerevoli cori beceri ricevuti dai veronesi l'avessero accolto con chitarra e Mandorlini?
Il Verona è sceso in campo con un atteggiamento tattico spregiudicato con il piglio di chi vuole giocarsi la partita a viso aperto. Tatticamente, infatti, Napoli e Verona si sono posizionati in campo con un modulo a specchio. Gli schieramenti erano talmente a specchio che da un lato in porta c'era Rafael e dall'altro lato c'era sempre Rafael. In realtà questa è stata anche un'esplicita richiesta del Napoli che ha espresso con onestà al Verona: “Se ce la dobbiamo giocare alla pari allora se noi in porta dobbiamo avere Rafael vuol dire che pure voi lo dovete avere. Se noi a centrocampo dobbiamo tenere Lopez, pure voi dovete avere Lopez. E soprattutto se in retroguardia noi abbiamo Koulibaly e voi non avete un difensore nero, almeno un Moras lo dovete schierare...”
La gara è cominciata con il Napoli un po' preoccupato per l'impatto che le prime basse temperature potessero avere sulla tenuta atletica. E difatti, dopo appena 27 secondi di gioco il Verona ha colpito a freddo portandosi in vantaggio.
Dagli spalti sono così cominciati a piovere improperi vari che hanno esortato i giocatori azzurri a cambiare sport.
L'invito è stato subito accettato dagli uomini di Benitez che hanno smesso di giocare a calcio e si sono dati al tennis. Risultato finale 6-2 per il Napoli.
Dopo lo svantaggio, infatti, i partenopei hanno alzato la cresta prima con Hamsik che ha siglato una doppietta, poi con Callejon ed infine con una tripletta di Higuain che finalmente è ritornato a segnare in campionato.
Lo stesso Pipita dopo un lungo periodo di stitichezza realizzativa ha dichiarato con soddisfazione: “Mi sono finalmente liberato. E' stata dura ma ce l'ho fatta!”
Insomma, questa tripletta per il bomber argentino è stata più efficace del Guttalax.
Sconforto invece da parte di Mandorlini che ha affermato: "Sono dispiaciuto per il 6-2, ma spero che ci rifaremo nel secondo set"
Al San Paolo è così ritornato il VeroNa...poli con un sontuoso 6-2. Per gli azzurri game, set e match.

Diodato De Martino


domenica 19 ottobre 2014

Dai pianti di Mazzarri ai rimpianti di Benitez

Inter e Napoli sono scesi in campo a San Siro gettandosi alle spalle una vigilia lunga e quanto mai chiacchierata.
A Napoli è scoppiata la bomba dell'Emiro che vuole comprare la società di De Lurentiis. Il fantomatico sceicco del Qatar pare che abbia dichiarato che in Napoli ha visto il luogo ideale per investire i suoi capitali. Bé, se è vero che in Napoli ha visto tutto questo, allora mi sa che più che Qatar qua si tratta di Qataratta, e pure forte. Perdonatemi la franchezza sulla vicenda, ma una bufala di tali dimensioni non si è mai vista nemmeno nelle stalle di Battipaglia nel periodo florido delle vacche grasse.
L'Inter, invece, ha preparato la delicata sfida contro gli azzurri ad Appiano Gentile con un Mazzarri che dopo aver subito tre sconfitte consecutive è apparso ancor più burbero e sgarbato. Evidentemente da quando Mazzarri è alla guida dell'Inter, Appiano Gentile è rimasta l'unica cosa gentile che appartiene ai neroazzurri.
L'insoddisfazione della piazza interista nei confronti del suo allenatore, infatti, è ormai altissima e proprio per questo Mazzarri è stato messo fortemente in discussione dall'opinione pubblica per alcuni evidenti problemi che riguardano la sua figura di allenatore. Tra le tante questioni sollevate c'è stato innanzitutto il fatto che Mazzarri non conosce l'inglese e quindi non riesce a farsi capire dai giocatori stranieri. In realtà, si è detto anche che a scuola si è fermato alla quinta elementare e perciò non riesce a farsi capire nemmeno dai giocatori italiani. Infine è emerso pure che è stato bocciato per ben sette volte all'esame della patente e per questo non riesce a guidare bene la squadra. Insomma alla vigilia di una partita tanto importante, tutti hanno evidenziato che Mazzarri ha avuto problemi di formazione.
Nonostante gli uomini contati, però, il tecnico toscano ha fatto le sue scelte schierando sulla fascia sinistra Dodò preferendolo a Dudù e Dadadà della celebre canzone Trottolino amoroso.
Per il Napoli, invece, Inler viene schierato come mediano di rottura assolvendo pienamente i suoi compiti. Lo svizzero infatti dopo l'ennesima pessima prestazione ha davvero rotto.
Prestazione scadente anche per l'arbitro Orsato che nonostante ce ne fossero ben 22 in campo non ha visto neppure un fallo.
Gli azzurri sono andati due volte in vantaggio e per due volte sono stati raggiunti repentinamente dai neroazzurri a causa di una mediocre difesa.
Il risultato conclusivo è stato 2-2 che ha lasciato un enorme rimpianto per una vittoria mancata.
Ancora una volta il Napoli ha patito il solito problema delle palle inattive che non va erroneamente inteso come con un'annosa astensione sessuale, ma è riconducibile ai reiterati errori dei suoi difensori. Al fischio finale, infatti, dopo i ripetuti svarioni in retroguardia, un contrariato Koulibaly ha abbandonato il campo scuro in volto.
Nel post gara, tra le tante dichiarazioni rilasciate alla stampa è da rilevare in particolare quella del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha ammesso di seguire attentamente le partite del Napoli per testare la possibilità di realizzare un nuovo progetto sull'energia alternativa. Difatti pare che dopo questo disastroso inizio di campionato con l'energia eolica prodotta dal giramento di palle dei tifosi del Napoli sarà possibile illuminare l'intero Paese fino al 2030.


Diodato De Martino

domenica 5 ottobre 2014

Il Napoli supera un Toro da ri...monta

Dopo la prestigiosa vittoria in Europa League, quello che si è presentato al San Paolo è stato un Torino in abito buono con giacca, cravatta e Gillet.
L'allenatore dei granata ha scelto come suo capitano il difensore Glik che ha ricevuto la fascia, diventando così il capitano di Ventura.
Nel Torino è partito a tutta birra Moretti che ha messo in difficoltà il Napoli sin dai primi minuti di gioco. Gli azzurri infatti sono andati subito sotto con un gol dell'ex Quagliarella che è stato sommerso di fischi ed insulti da tutto il San Paolo.
Nella circostanza, si è intuito che Napoli non ha dimenticato affatto il tradimento subito da un calciatore napoletano che a un certo punto della sua avventura in azzurro, improvvisante se l'è squagliata. Tanto che i tifosi lo hanno rinominato Fabio Squagliarella.
Le frasi più offensive che sono piovute dagli spalti nei confronti dell'ex azzurro sono state: “Pezzo di Quagliarella”, “Figlio di Quagliarella”, “Testa di Quagliarella”. Insomma, i tifosi partenopei hanno connotato così spregevolmente il calciatore che ormai a Napoli Quagliarella non è più l'insultato ma l'insulto.
Gli uomini di Benitez hanno provato a trovare immediatamente il gol del pareggio ma i legni della porta di Gillet hanno fermato il Napoli al palo.
La ripresa è stata però tutt'altra musica con gli azzurri che sono scesi in campo trasformati per l'ardore e l'intensità profusa.
Il Torino è così andato in forte sofferenza per il ritmo alto imposto dai padroni di casa. A centrocampo, Vives dopo una serie di palloni persi ha fatto sbottare Ventura dalla panchina che, rievocando un retaggio della sua esperienza a Napoli, si è rivolto al giocatore dicendo: “E' chi t'è Vives!”
Il tecnico granata ha provato con qualche cambio a frenare l'impeto dei partenopei, inserendo a metà campo Gazzi. Ma il Napoli ha letteralmente sovrastato il Torino in ogni zona del campo, tanto che anche il nuovo entrato ha esclamato sorpreso: “Sti Gazzi!”
Dopo aver fallito una miriade di gol da questo inizio di stagione ad oggi, a trovare la rete del pareggio è stato Lorenzo Insigne che finalmente è riuscito a segnare scoppiando in un pianto liberatorio.
A fine gara, Insigne ha telefonato commosso alla moglie che non ha potuto seguire la partita, per ragguagliarla sul gol realizzato.
Ciao amore, - ha esordito Lorenzo – pensa che oggi ho segnato un gol e per l'emozione ho visto un unicorno sugli spalti...”
E la moglie: “Ma dai Lorenzo questa è una cosa impossibile, hai fatto gol?”
E si, Lorenzo non solo ha segnato ma ha anche pennellato un assist perfetto per la rete del definitivo 2-1 di Callejon che ha preso il Toro per le corna. Nell'occasione si evidenzi che le corna sono state gentilmente offerte da Fabio Quagliarella.
Il Napoli ha vinto così contro un Toro da ri...monta.
Nelle interviste del post-gara è stata fedele la disamina del difensore torinese Glik che ha evidenziato che per come si era messa la partita, il Napoli contro i granata ha conquistato 3 punti T'oro. Diciamo onestamente che il giocatore del Torino ha inquadrato bene la partita e con un Glik l'ha fotografata perfettamente.
Benitez a fine gara ha fatto i complimenti al Torino e, colpito dalla sua prestazione in campo, ha chiesto notizie sul calciatore granata Peres. In ottica mercato, infatti, pare che abbia domandato al ds del Torino Petrachi il costo del cartellino del giocatore.
Petrachi ha subito fissato il suo prezzo: “Per Peres ci vogliono 4 milioni di euro”
Caspiterinhas! - ha replicato Benitez – Ma allora a quanto le vedi le Percoches? E' vero che la frutta è aumentata ma mi sembra un po' esagerato...”


Diodato De Martino

domenica 28 settembre 2014

Il Napoli vince e si toglie qualche “Sassuolino” dalla scarpa

Mentre gli azzurri sono scesi in campo al Mapei Stadium di Reggio Emilia per il lunch match della quinta giornata di campionato contro il Sassuolo, a Napoli si è dilagato il panico totale a causa dell'allerta sismica diffusa da radio, tv e giornali. Le principali testate giornalistiche hanno infatti titolato: “Napoli, è arrivato il momento della scossa!”
In effetti, dopo un avvio di stagione avaro di vittorie serviva un sussulto che scuotesse la squadra, tanto che il presidente De Laurentiis in settimana aveva paventato anche l'idea del cambio della guida tecnica. Il problema però è stato che dopo i rifiuti di Mancini, Spalletti, Guidolin, Bruno Pesaola, Azeglio Vicini, Oronzo Canà e la buonanima di Vujadin Boškov era rimasto arruolabile solo il tecnico Mario Somma. De Laurentiis e Bigon ci hanno pensato attentamente ma alla fine sono giunti all'algebrica conclusione che come allenatore Somma non fa la differenza...
Benitez è così rimasto sulla panchina partenopea e ha chiesto all'ambiente tanta serenità per poter ritornare a vincere. In tal senso, De Laurentiis si è subito attivato per accontentare il tecnico. Difatti, per riportare a Napoli un clima sereno pare che stia per ingaggiare il colonnello Giugliacci.
Obiettivamente c'è da dire che al di là della serenità ambientale occorrerebbe risolvere alcune ataviche lacune tecniche che il Napoli beniteziano ha palesato soprattutto in difesa. Il tecnico spagnolo ha promesso un duro e mirato lavoro ed in settimana ha intavolato un fitto colloquio col suo secondo per riflettere su come risolvere il problema. Benitez si è così rivolto a Pecchia dicendo: “Fabio, il nostro è un problema di stimoli e per risolverlo ieri ho rivisto tutte le partite del Napoli di questo inizio di stagione”
E Pecchia: “Mister, io invece mi sono trovato bene con l'Activia. Ha gli stessi effetti, gliela consiglio...”
Dopo i tanti errori individuali di alcuni giocatori del Napoli, l'allenatore ha comunque voluto rinnovare la fiducia nei confronti dei suoi uomini. Ad esempio nonostante i ripetuti errori difensivi di Maggio, Benitez è stato oltremodo paziente e ha deciso di passarci sopra... con un trattore agricolo da 200 cavalli a trazione motrice! Il difensore non è stato infatti della partita ed è ora ricoverato in prognosi riservata al Cardarelli per lesioni multiple, fratture scomposte e ferite da arma contundente.
E così, in un clima di grande armonia, il Napoli è sceso in campo al Mapei Stadium con l'obiettivo di vincere e alla fine ci è riuscito con un gol di Callejon che ha raso a Sassuolo gli avversari.
Il resto della gara è stata davvero poca roba. L'unico brivido corso dai partenopei è stato a cinque minuti dalla fine quando un tiro del Sassuolo ha colpito la traversa e per un Peluso non è andato in rete.
A fine gara uno spocchioso Benitez si è presentato in sala stampa e ha commentato così il tanto agognato ritorno al successo: “Non capisco l'enorme pessimismo che si è creato intorno alla squadra e le ingiustificate critiche sul ridimensionamento dei nostri obiettivi stagionali. Abbiamo vinto lo scontro diretto col Sassuolo, dovremmo essere tutti contenti...”
Insomma, dopo il ritorno alla vittoria degli azzurri a Reggio Emilia, Benitez si è potuto finalmente togliere qualche “sassuolino” dalla scarpa.


Diodato De Martino

domenica 21 settembre 2014

Benitez, da una moltitUDINE di proclami alla solitUDINE di un fallimento

Quella che ci ha portato alla trasferta di Udine è stata la settimana del miracolo di San Gennaro. Il Santo patrono infatti non solo ha fatto sciogliere il sangue ma ha anche addirittura fatto vincere il Napoli in Europa League. Purtroppo però non è riuscito nel terzo miracolo di far centrare la vittoria anche contro l'Udinese.
Un affranto San Gennaro si è comunque giustificato dal Paradiso, commentando l'episodio: “Voglio capire che ci devo mettere la mia mano, ma non è che posso fare proprio tutto io!”
Effettivamente c'è da dire che l'avvio di questa stagione è conciso col momento più impervio dell'era Benitez. Il tecnico spagnolo per uscire dalla crisi ha fatto così appello ad un'unione di intenti da parte di tutti coloro che sono vicini al Napoli. In conferenza aveva raccomandato tutti dicendo: “Per il bene del Napoli state uniti! State uniti! State uniti!”
Il primo ad accogliere l'invito dell'allenatore è stato il presidente De Laurentiis che immediatamente se ne è andato negli...Stati Uniti!
Eppure Benitez aveva tratto segnali di ripresa dalla gara di Europa League contro lo Sparta Praga che aveva visto il Napoli ritornare alla vittoria. Il campionato è però tutt'altra cosa e l'Udinese è tutt'altro avversario rispetto a quello di coppa. Difatti il tecnico spagnolo all'ingresso in campo ha detto alla squadra: “Ragazzi badate bene, stasera non giocheremo con i ciechi, questi dell'Udinese ci vedono e come...”
Stramaccioni dal canto suo ha preparato con dovizia di particolari il match contro il Napoli, scegliendo un modulo che favorisse pienamente le giocate del suo eterno bomber. Difatti ha schierato il 4-3-2-1, il tipico schema ad albero Di Natale.
L'Udinese si è fatta apprezzare anche per l'ottima difesa. In particolare è stata perfetta la prova del difensore bianconero che si è attaccato ad Higuain e per tutta la gara lo ha sfinito, succhiandogli fino all'ultima goccia di sangue. Ovviamente sto parlando di Ivan Piris...
Per quanto riguarda il Napoli, Benitez a sorpresa ha mandato in campo una squadra vittima di un ampio e scriteriato turn over con parecchi giocatori messi fuori ruolo. Il tecnico spagnolo preda evidentemente ad uno stato confusionale ha deciso che Zuniga invece che terzino doveva giocare attaccante, Higuain invece che centravanti doveva fare l'esterno e Britos anziché difensore centrale doveva essere schierato terzino. All'annuncio delle formazioni ufficiali anche Pecchia, sorpreso ed incredulo, si è rivolto a Benitez dicendo: “Mister, ma siamo sicuri che siano questi i ruoli giusti?”
Ma certamente!” ha replicato sicuro il tecnico.
Poi però ha continuato: “Scusa Fabio, ma che ci fai qui accanto a me in panchina? Mettiti subito i guantoni e vai a fare il riscaldamento con il preparatore dei portieri! E mi raccomando di non prendere gol oggi...”
Purtroppo le scelte discutibili del mister hanno prodotto una prestazione mediocre con un Napoli che non solo non ha segnato ma che ha subito l'ennesimo gol a causa di una difesa sempre più vulnerabile. La gara si è così conclusa col risultato di 1-0 per l'Udinese.
Ormai si dice che l'allenatore spagnolo soffra di insonnia e la notte per addormentarsi non conti più le pecore ma i gol subiti dal Napoli visto che ne sono molti di più.
A fine gara Benitez, dopo aver proposto un gioco pessimo, si è presentato in tv mostrando serafico il suo viso benevolo. Insomma come al solito ha fatto buon viso a cattivo gioco...
In un clima di razzismo e di discriminazione territoriale è da registrare infine il coro becero partito dalla curva udinese contro i napoletani. Contrariato il presidente Pozzo ha condannato il gesto, scusandosi per l'accaduto e dichiarando che i tifosi del Napoli a Udine dovranno sempre sentirsi come a casa. Tant'è vero che per rimediare alla brutta figura e corroborare il legame con Napoli pare che Pozzo voglia ora far cambiare il nome dello stadio in “Friuli culì Friuli culà”


Diodato De Martino

domenica 14 settembre 2014

Napoli, col Chievo bom...Bardi ma poi perdi

Nella settimana che ha preceduto la prima gara di campionato al San Paolo si è fatto vivo a Castel Volturno De Laurentiis per vedere da vicino gli allenamenti e carpire in anteprima le scelte sulla squadra titolare.
Appena iniziata la partitella in famiglia, De Laurentiis, osservando i suoi sul campo, ha cominciato a commentare: “Dunque, vediamo... Albiol è partito titolare. Mertens è partito dalla panchina. E Benitez…è partito per Liverpool…”
Il tecnico spagnolo infatti ha ben pensato di concedersi una bella vacanza dopo una stancante vacanza estiva. I giornali hanno parlato di rottura col presidente ma in realtà non tutti sanno che è stato addirittura De Laurentiis ad aver regalato al tecnico il biglietto aereo per il breve soggiorno a casa. A riguardo vi svelo un retroscena.
De Laurentiis già un mese fa aveva fatto una promessa a Benitez: “Rafa, ti compro io il biglietto aereo in prima classe”.
Due settimane dopo, però, Benitez non aveva ancora ricevuto il biglietto e De Laurentiis gli disse: “Non ti preoccupare Rafa, ti compro subito un biglietto di seconda classe
La settimana scorsa De Laurentiis, pungolato per l'ennesima volta dal tecnico ancora in attesa del ticket, ha provato a giustificarsi dicendo: “Preferisco prenderlo alla fine perché si spende di meno. Ma stai tranquillo, ti compro immediatamente un biglietto in classe Economy
Insomma, solo il giorno della partenza, De Laurentiis ha preso a Benitez un biglietto aereo low cost usato d'occasione facendolo viaggiare nella stiva insieme ai bagagli e alle cucce dei cani.
Al che lo spagnolo, contrariato dal comportamento del presidente, ha sbottato: “Ma allora lo tieni proprio per vizio! Prima mi prometti chissà quali acquisti e poi alla fine cacci 'e perucchie!”
Alla fine di questa turbolenta settimana, al San Paolo si è presentato il Chievo Verona il cui tecnico è un ex giocatore del Napoli. A riguardo una parte dello stadio ha dedicato al tecnico clivense dei piccoli cori, dei Corini.
Il Napoli dal canto suo ha esordito con la nuova e discussa maglia jeansata che ha lasciato momentaneamente (si spera) nell’armadietto l’adorata casacca azzurra.
Un piccolo inconveniente è avvenuto però all’ingresso delle squadre dove il direttore di gara ha negato ad Insigne di entrare in campo perché l’attaccante anziché delle consuete scarpette si è presentato con un paio di Hogan nuove di zecca. Al rimbrotto dell’arbitro sulla inadeguata calzatura da gioco, Lorenzo ha replicato: “Stai facendo tante storie per niente. Lo sanno tutti che sotto il jeans le Hogan ci vanno a meraviglia!”
In effetti, la nuova maglia è decisamente particolare quanto inedita, tant'è che anche i giocatori del Chievo sono rimasti stupiti di vedere indossata ai loro avversari una casacca del genere. Particolare sconcerto ha espresso il giocatore veronese Hetemaj che ha chiesto perplesso ai compagni: “Hetemaj visto na’ maglietta così? Io mai…”
Napoli e Chievo oltre che sul campo, si sono affrontati anche sul calciomercato dove il presidente Campedelli ha affermato che il mercato del Chievo nell'ultima sessione estiva è stato più grande di quello del Napoli. D’altronde come dargli torto se noi abbiamo preso Lopez e loro hanno preso Maxi Lopez, puntando effettivamente sul grande formato...
Per ciò che concerne la gara, il ritmo di gioco è stato altissimo, tant’è vero che a un certo punto del secondo tempo il centrocampista del Chievo Cofie si è avvicinato alla sua panchina e ha chiesto, esausto, una pausa al suo allenatore. Si è trattato del classico Cofie break.
Il Napoli ha attaccato forte ma Bardi ha parato tutto. E poi come spesso accade, il gol che ha subito è stato a causa di un Albiol che in difesa si è addormentato. Ormai il difensore spagnolo è stato ribattezzato Raul Albiocco.
Gli azzurri ci hanno provato fino alla fine a segnare ma gli avversari si sono chiusi ermeticamente. Nel finale per il Chievo c'è stato Gamberini, mentre per il Napoli non c'è stato Scampo.
La gara è terminata con il risultato di 0-1. Dagli spogliatoi ha commentato con gioia la sua prova al San Paolo, un Gaio Cesar che ha pronunciato la frase: “Venni, vidi, vinsi!”

Diodato De Martino

mercoledì 10 settembre 2014

Il mercato delle pulci

Sessione estiva di calciomercato 2014 terminata. Per tifosi e addetti ai lavori è tempo di bilanci. Proviamo allora ad analizzare le scelte di mercato della società partenopea.
Il primo arrivo dello scoppiettante mercato azzurro è stato il difensore Koulibaly. Insomma dopo averlo preso in Ghoulam, lo abbiamo preso anche in Koulibaly. E non vi nascondo che un po' brucia visto che per i tifosi del Napoli più che acquisti in prospettiva, sembrano sempre più acquisti in retrospettiva.
Messa a posto la difesa, serviva poi un attaccante che in area desse la zampata vincente. A quel punto la mente di Bigon ha partorito la geniale idea: “Se serva la zampata, Michu sarebbe perfetto...”
L'attaccante è stato preso così in prestito oneroso. Poi a fine anno se Michu avrà convinto sarà riscattato, altrimenti l'attaccante e il Napoli si lasceranno tranquillamente rimanendo aMichu come prima.
La grande novità riguarda però lo stipendio del giocatore, infatti la somma che dovrà percepire sarà legata al numero di presenze. Il contratto parla di un ingaggio meritevole che parte da uno stipendio base di 2 milioni. Poi se Michu riuscirà a raggiungere almeno 20 presenze avrà un bonus di 500 mila euro da spendere in croccantini Friskies.
E passiamo ora al reparto che andava maggiormente rafforzato, il centrocampo dal quale ci si attendeva l'arrivo del vero top player.
L'attesa per il grande campione purtroppo è stata vana. Il Napoli, infatti, dopo essere uscito dalla Champion's League ha preso Lopez. In realtà sembra che Bigon fosse anche in trattativa con Marchesini e Solenghi per comporre il trio. Probabilmente l'intento era quello di completare ulteriormente una squadra che col Bilbao aveva fatto veramente ridere...
Sempre per ciò che concerne la linea mediana occorre sottolineare che dopo averlo prestato all'Inter, regalato al Parma e provato a sistemarlo al Canicattì, è rimasto a Napoli nientedimeno che Walter Uragano Gargano. Effettivamente la scelta ha destato qualche perplessità verso un giocatore che da più di due anni era stato escluso dai piani tecnici della squadra. La risposta a tale interrogativo è riconducibile allo scorso Luglio quando Benitez ha chiesto continuamente a De Laurentiis un centrocampista. Dopo quasi due mesi di stasi durante i quali l'auspicato mediano non arrivava, Benitez è ritornato alla carica col presidente per chiedere un innesto nel reparto nevralgico. E De Laurentiis, messo alle strette, gli ha risposto: “Mister non vada di fretta, a Napoli dobbiamo portare Pazienza...”
Come no! - ha replicato sarcastico lo spagnolo – Ma a questo punto, più che Pazienza portiamo a Napoli Gargano...”
De Laurentiis e Bigon purtroppo non hanno capito la battuta del tecnico e lo hanno preso sulla parola. E così rieccoci Gargano nuovamente in squadra.
In conclusione occorre dire che l'insoddisfazione che monta tra il popolo azzurro è figlia dei grandi proclami fatti all'apertura del mercato con gli annunci delle trattative di grandi top player per poi doversi ritrovare con ingaggi di giocatori di profilo notevolmente più basso. La spiegazione è che evidentemente i nomi altisonanti che si fanno all'inizio Mascherano in sostanza l'effettiva volontà del club di acquistare i grandi giocatori.



Diodato De Martino

venerdì 5 settembre 2014

Antonio e il suo rac...Conte

Il Rac...Conte di Antonio inizia in una calda giornata d'estate dove nella Contea bianconera stava cominciando un nuovo ritiro precampionato.
Antonio era felice alla Juve dove aveva vinto tanto ma la sua gioa negli ultimi tempi era sempre più Conte...nuta.
La sua quarta stagione stava cominciando ma Antonio Conte...mporaneamente pensava di voler essere altrove.
Difatti, Antonio Conte...mplava la possibilità di lasciare la sua Juve in quanto i giocatori che Marotta gli stava comprando erano considerati da Antonio Conte...ntino rispetto alle sue più esose richieste.
E fu così che all'improvviso Antonio spezzò la Conte...ntezza del popolo bianconero, annunciando il suo addio.
Risolse in breve tempo il suo Conte...nzioso con la Vecchia Signora e al Conte...mpo già pensava al suo ambizioso futuro.
Da Torino andò via con un Conte...nitore pieno di vittorie ma anche colmo di tanta Conte...stazione per una scelta inattesa.
Antonio iniziò a guardarsi intorno per trovare una panchina da occupare. Le offerte di certo non mancarono per Antonio Conte...so da diversi prestigiosi club europei.
Ma Antonio Conte...stualmente al suo addio alla Juve si trovò nel posto giusto al momento giusto.
Difatti la Nazionale italiana era reduce dalla disfatta Mondiale ed era quindi alla ricerca di un nuovo CT.
In tanti erano oltre ad Antonio Conte...ndenti alla panchina azzurra. C'è chi pensava addirittura anche ad un allenatore straniero ma poi la scelta cadde sull'Antonio Conte...rraneo in quanto congenitamente portatore della passione italica .
L'ex tecnico della Juve fu così subito contattato e ragguagliato sulla proposta. L'idea di allenare la Nazionale lo galvanizzava. La notizia rese infatti Antonio Conte...nto assai. Ma dopo l'emozione iniziale, Antonio Conte...ggiò il magro stipendio che la Federazione voleva accordargli e a quel punto Antonio Conte...nne la sua gioia.
Il tecnico rifiutò l'offerta, mandando a far benedire la passione italica e badando esclusivamente al suo torna...Conte economico. Fino a quando però con l'aiuto di uno sponsor, la Federazione raddoppiò la sua offerta, rendendo così finalmente Antonio Conte...ntissimo. In particolare a gioire più di tutti fu il Conte Corrente.
Dopo però un rapido Conte...ggio delle cifre in ballo, l'intero popolo si scagliò contro un Antonio Conte...stato e più che mai criticato. A causa infatti dei tanti soldi che aveva succhiato agli italiani col suo milionario ingaggio, tutti cominciarono a chiamare Antonio Conte Dracula.
Anche il presidente della Figc, dopo aver ufficializzato il nuovo allenatore, pare che abbia detto all'ex tecnico della Juve: “Siamo costretti a cambiare il colore della maglia della Nazionale. Dobbiamo abbandonare l'azzurro visto che caro Antonio Con te l'Italia ora è in rosso...”

Diodato De Martino

domenica 31 agosto 2014

Col Genoa ci pensa De Guzman, il nuovo supereroe azzurro

La prima giornata di campionato è coincisa con la chiusura del calciomercato estivo con gli ultimi colpi messi a segno dai club. Il Napoli dopo essere uscito dall'Europa che conta ha preso Lopez. Ora sembra che Bigon sia anche in trattativa con Marchesini e Solenghi per comporre il trio. Probabilmente l'intento è quello di completare ulteriormente una squadra che col Bilbao ha fatto veramente ridere...
Ma la delusione di coppa è stata subito archiviata perchè al Ferraris è cominciato il campionato del Napoli e assolutamente non sarebbero stati tollerati altri passi falsi.
E veniamo così al nostro primo avversario. Genova e i genovesi sono da sempre stati definiti come un popolo parsimonioso, tirato, tirchio. Infatti, a conferma di tale indole, anche la squadra di calcio l'hanno chiamata Genoa, risparmiando così una consonante, la V.
Il Genoa si è presentato davanti al proprio pubblico con la voglia di far bene. Gasperini è stato atavicamente un amante del bel gioco e per tutto il precampionato ha sottolineato che il suo Genoa avrebbe dovuto avere un'anima argentina nel modo di proporre calcio. L'idea del tecnico è stata quella di far compenetrare i calciatori genoani nel credo sudamericano e per farlo ha ribattezzato i loro nomi con le tipiche assonanze argentine. E così Antonelli lo ha cominciato a chiamare Antonellito, Marchese l'ha chiamato Marchesito e Pinilla Pinillito. In verità solo un giocatore non è stato proprio entusiasta della trovata del mister, si tratta di Rincon che dopo la naturalizzazione argentina tutti lo hanno iniziato a chiamare Rinconglionito.
Il Napoli invece è arrivato in Liguria per la prima di campionato con un bagaglio pieno di dubbi ed incertezze per le obiettive lacune palesate nel preliminare di Champion's. Uno di questi è stato di certo il confronto tra i pali tra Rafael e Reina. A riguardo, una dura dichiarazione sul portiere brasiliano è arrivata dal Club Napoli La Spezia: “Per noi il malcontento su Rafael sale, non è Pepe...”
Nel riscaldamento pre-partita Benitez ha ordinato alla squadra di fare esercizi di velocità, invitando tutti ad effettuare degli scatti. Terminata la prima serie ha voluto far ripetere ad ogni giocatore uno scatto. E dopo ancora ha preteso da loro che eseguissero nuovamente un altro scatto. Insomma si è capito che Benitez dopo Bilbao ha chiesto alla squadra un veloce ri-scatto.
A dirigere l'incontro c'era l'arbitro Banti coadiuvato dai guardalinee Posado e Petrella che per l'incontro del Ferraris hanno formato “Lanterna arbitrale”.
Il Napoli ha premuto sin dall'inizio del match provando a scardinare la retroguardia rossoblu soprattutto con i lanci lunghi. L'area del Genoa era però sempre intasata e puntualmente ci ha dovuto pensare Sturaro a liberarla.
Napoli subito in vantaggio con Callejon. Ma poi il pareggio di Pinilla ha fatto sprofondare gli azzurri nelle loro ancestrali difficoltà.
Per larghi tratti della ripresa si è visto il solito brutto Napoli, una squadra che ha commesso errori su errori. Tant'è vero che Gasperini rendendosi conto che il Napoli stesse facendo decisamente cagare ha inserito Falque, basta la parola.
Nel finale della partita i due tecnici hanno cominciato a chiamare a gran voce i propri calciatori. Da una parte c'era Gasperini che urlava: “Kucka! Kucka!” E dall'altra Benitez gridava: “Michu, Michu”. Al che un tifoso dalla tribuna spazientito ha sbottato: “Ma dobbiamo giocare a pallone o dobbiamo stare appresso ai vostri cacciuttielli?”
Il risultato sembrava così ancorato sul 1-1. Per vincere la gara c'era bisogno solo di un supereroe che risolvesse una gara tanto complicata. C'è chi pensava a Superman, c'è chi pensava a Batman ma alla fine è stato De Guzman il nuovo supereroe azzurro che al minuto 95 ha gonfiato la rete regalando così una vittoria insperata al nostro Napoli.


Diodato De Martino

mercoledì 27 agosto 2014

Rocky Bilbao mette ko il Napoli

E' vero che si tratta di calcio d'estate ma è anche vero che è calcio che conta. In palio c'era l'accesso al massimo proscenio europeo. E poi, dopo tutto il sole preso sulle spiagge d'agosto tutto sommato è stato anche refrigerante vedersela con i solari Bilbao.
L'avversario era di quelli da prendere con le molle in quanto l'Athletic è una delle squadre più titolate di Spagna. Addirittura ha vinto per ben 23 volte il trofeo dedicato ad una delle note musicali: la coppa del Re.
Una peculiarità del club di casa è che acquista solo baschi. Evidentemente tengono proprio paura di rompersi la testa.
L'allenatore degli spagnoli è Valverde che qualcosa in comune ce l'ha con il direttore sportivo del Napoli. Anche Bigon infatti, con il budget che gli mette a disposizione De Laurentiis, quando deve andare a comprare i giocatori va al verde.
Per il match di ritorno il San Mames incuteva obiettivamente timore per il calore del suo pubblico. Così tra le varie riunioni dello staff tecnico azzurro per definire la strategia migliore per vincere a Bilbao è stato Fabio Pecchia a proporre quella vincente: “Per raggiungere il nostro intento dobbiamo tutti entrare in campo con delle bagnarole piene d'acqua”
E perchè mai?” ha chiesto sorpreso Benitez
Mister, fidatevi di me. - ha aggiunto Pecchia - Solo con le bagnarole d'acqua possiamo spugnare il San Mames...”
Se il pubblico di casa è stato il dodicesimo uomo in campo, non è mancato per questa delicata sfida anche l'appoggio dei sostenitori del Napoli che in Spagna hanno fatto sentire la loro voce al fianco della squadra.
A riguardo però c'è da dire che per la trasferta in terra basca c'è stata un po' di confusione tra i tifosi azzurri che pensavano che Bilbao era il cugino brasiliano di Bilbo, lo hobbit del Signore degli anelli. A Capodichino infatti in molti stanno ancora aspettando l'annuncio del volo per la Terra di Mezzo.
Per ciò che concerne la gara occorre dire che la forza straripante del Bilbao il Napoli l'ha subita prepotentemente sia all'andata che al ritorno. Benitez, vista la supremazia agonistica degli avversari, ha dichiarato nel post partita: “Non mi aspettavo che il Bilbao fosse così forte a livello atletico”
Mo dico io, ma caro Benitez, santo Iddio, se questi si chiamano Athletic Bilbao ci sarà pure un motivo. Se non erano così forti atleticamente si sarebbero chiamati “Ribusciatic Bilbao” oppure “Sfrantummatic Bilbao”.
E così al San Mames l'Athletic per come ha picchiato il Napoli e lo ha messo rapidamente al tappeto sembrava più Balboa che Bilbao.
Il Napoli cerca di entrare in area ma nell'Athletic chiude Laporte. Higuain prova pure a suonare il campanello ma gli spagnoli non si aprono.
Alla fine gli svarioni karakiri dei difensori azzurri producono il 3-1 finale per i baschi e la conseguente eliminazione del Napoli dalla Champion's League.
A questo punto dopo la disfatta europea una riflessione è d'obbligo: Sarà pure normale fare cilecca per l'ansia da prestazione, ma fare cilecca già nei preliminari mi sembra davvero inaudito.


Diodato De Martino